Alcune pietre preziose che potevano far parte di un erbario medievale
ACQUAMARINA
- Nel Medioevo veniva usata come pietra guaritrice
contro le infiammazioni della gola e ridotta in polvere finissima serviva per la
cura degli occhi. In un antico testo del tredicesimo secolo, si legge che
l'acquamarina porta felicità e buona salute, allontana la discordia, ha virtù
portentose per i bambini: tanto che nel Medioevo portavano al collo piccoli
frammenti di questa pietra trasparente come l'acqua.
AGATA - Il testo medievale Physiologus racconta che i pescatori di perle fissano a un filo un frammento di agata e lo lasciano affondare in mare. “Poi l’agata va verso la perla e non si muove più”. I tuffatori possono così seguire la fune e recuperare la perla. Questa simboleggia Gesù Cristo, ma “l’agata rappresenta san Giovanni, perché egli ci ha rivelato la perla spirituale con queste parole: ecco, questo è l’agnello di Dio che sopporta i peccati del mondo”. Il naturalista medievale Lonicerus aveva in mente le variegate venature delle agate quando scriveva che queste, posate sul capo di che dorme, procurerebbero sogni multiformi.
AVORIO - L’avorio, per il suo colore bianco e la levigatezza inalterabile, è simbolo di purezza e perseveranza.
CARBONE - E’ simbolo di potere nascosto e occulto: il carbone freddo e nero necessita della scintilla d’accensione per poter dispiegare la sua energia dormiente. Il carbone ardente simboleggia pertanto la trasmutazione alchemica del nero nel rosso. Il carbone vegetale, in quanto legno purificatosi attraverso il fuoco, è anche un simbolo di purezza.
CORALLO - Il corallo era l’emblema della protezione dei pericoli; infatti, si pensava che potesse trasformare l’acqua salata in acqua potabile e immunizzare dai veleni.
DIAMANTE - Secondo il Physiologus, l’adamas o adamant non può essere tagliato né intaccato dal ferro, ma la sua durezza, altrimenti inflessibile, si ammorbidisce col calore del sangue di un caprone e lo si può trovare solo di notte in Oriente. Per questo motivo sarebbe il simbolo del Redentore, Gesù Cristo, poiché egli nacque di notte in Oriente e tutte le potenze del mondo avrebbero tentato invano di nuocergli. Dice infatti il profeta: “Vedi, porrò un diamante in mezzo al mio popolo, Israele, e saranno distrutti gli altari del ludibrio” (Amos 7, 8-9). Cristo sarebbe stato però ammorbidito solo dal proprio sangue caldo. Il greco adamas significa “inalterabile”.
DIASPRO -
Il diaspro è un calcedonio composto da aggregati.
Quando lo si rompe sembra che nuove numerose pietre abbiano origine al suo
interno, perciò talvolta simbolo della gravidanza e del parto. Nel Medioevo il
diaspro era particolarmente apprezzato perché nell’Apocalisse è indicato come
primo basamento della Gerusalemme celeste.
MAGNETITE - Nel Medioevo era intesa come immagine simbolica del potere d’attrazione di Dio nei confronti delle sue creature, pertanto chiamata lapis gratiae (pietra della grazia). Una favola assai conosciuta nel Medioevo, fondata su un’antica tradizione, racconta di una montagna magnetica situata nel mare che attirava a sé tutte le navi che le passavano vicino mediante le loro parti di metallo, così che esse si sfracellavano contro; fu considerata simbolo del peccato, per il quale la nave della vita è condannata ad andare in rovina, a meno che non si orienti verso Maria, la stella del mare.
PERLA - Nel testo medievale Physilogus si trova un testo curioso: “C’è una conchiglia nel mare che porta il nome di conchiglia purpurea. Essa emerge dal fondo del mare […], apre la sua bocca e beve la rugiada del cielo e il raggio del Sole, della Luna e delle stelle, e per mezzo di quelle luci superiori porta a compimento la perla […]. Le due valvole della conchiglia sono l’Antico e il Nuovo Testamento, mentre la perla rappresenta il nostro Salvatore Gesù Cristo”. Secondo un’altra interpretazione, nel periodo cristiano medioevale la perla rappresentava l’amore di Dio e infatti la si ritrova come unico gioiello nelle raffigurazioni di molte Madonne e nei ritratti delle grandi matrone cristiane. La forma sferica delle perle richiamava alla mente l’idea della perfezione e il fatto che le perle perfette fossero rare e nascoste all’interno dei molluschi contribuì ad elevarle a simboli della conoscenza celata e della sapienza esoterica, concetti che ben si adattavano al Cristianesimo, che le paragonò alla Dottrina di Cristo, inaccessibile ai pagani.
ROCCIA - La roccia è simbolo di saldezza e d’immutabilità. Nella Bibbia è immagine della forza e della fedeltà del Dio protettore. La roccia del deserto da cui scaturisce acqua corrisponde a una prefigurazione simbolica di Cristo come il dispensatore dell’acqua della vita. Anche Pietro (soprannome di Simone, dal greco petros = roccia) è paragonato a una roccia, in quanto prima pietra della chiesa.
RUBINO
- Alberto Magno
(1193-1280) gli attribuisce “la facoltà di possedere le virtù di tutte le altre
pietre preziose” ed è dell’opinione che il rubino emani veleni che si disperdono
sotto forma di vapore e di aria. Ildegarda di Bingen (1098-1179) aveva già
scritto in precedenza a proposito del rubino: “Ovunque si trovi un rubino,
l’attività dei demoni dell’aria risulta ostacolata […] per questo tale pietra ha
la facoltà di abbattere ogni malattia dell’uomo”. Per il suo colore rosso è
stato spesso utilizzato come antidoto contro la malinconia e la tristezza e
anche come rimedio contro gli incubi. Gli antichi libri sulle pietre gli
attribuiscono la capacità di proteggere dai naufragi chi naviga. E’ anche un
simbolo della dignità regale, dell’amore appassionato e della forza vitale.
SMERALDO - I lapidari gli attribuivano la virtù di allontanare le tempeste e il maltempo, ma anche di aiutare gli schiavi ad ottenere la libertà. Nel Medioevo l’accezione simbolica dello smeraldo era complessa: era giudicato talismano altamente efficace poiché lo si poteva utilizzare particolarmente bene contro le potenze infernali, avendo esso stesso presumibilmente origine nell’Inferno. Allo stesso tempo però si credeva che con uno smeraldo sulla lingua si potessero chiamare gli spiriti maligni e dialogare con loro. Nel pensiero simbolico della Chiesa cristiana lo smeraldo significa fede, purezza, immortalità.
TOPAZIO - Nel Medioevo era considerata una pietra piena di energia e si usava metterla sotto il cuscino per eliminare la tensione nervosa e rinvigorire il corpo.
ZAFFIRO - Il naturalista medievale Lonicerus scrisse che lo zaffiro rendeva “gioiosi, vispi e devoti” e che riappacificava gli animi. Anche Alberto Magno era dell’opinione che lo zaffiro portasse “pace e armonia” e rendesse l’uomo “devoto e puro nei confronti di Dio”.