1. Introduzione

  2. Il Physiologus

  3. Descrizione di alcuni animali

  4. Erbario medievale

  5. Lapidario medievale

  6. Bestie, pietre e piante negli scrittori medievali italiani

  7. La filosofia antica nei bestiari

  8. I bestiari nella cultura inglese

  9. Bestiari e arte: il simbolismo nell'arte medievale

  10. Bibliografia

  11. Sitografia

  12. Autori


Erbario medievale

Alcune erbe considerate simbolicheMiniatura, 1350 ca. Maria, la Trinità e l’albero della vita.

Ludger Tom Ring, Due vasi con gigli e iris (part.), 1562. La frase in obliquo sul vaso recita un’antica sentenza: “In verbis in herbis et in la(pidibus deus)”, “Nelle parole - la parola di Dio nella Bibbia - nelle piante e nelle pietre è Dio”Alcune piante, erbe, fiori ed essenze che facevano parte degli erbari medievali:

ABETE - Nel Medioevo, nei paesi scandinavi o germanici si usava, per le feste natalizie, tagliarne uno, portarlo a casa e decorarlo di ghirlande, uova dipinte e dolciumi, tradizione questa che non si è spenta, ma che ha avuto una diffusione in gran parte del mondo.

ALBERO DELLA VITA - Il testo protocristiano Physiologus parla dell’albero indiano peridexion, i cui frutti sono mangiati volentieri dai colombi, mentre il serpente non vi si può avvicinare né può sfuggire la sua ombra. Si tratta di un richiamo al Redentore, al “vero albero di vita”, dei cui frutti i fedeli vivono mentre il diavolo non vi si può accostare. Nel Bestiarium medievale quest’albero lo troviamo indicato col nome di perindens; esso protegge dal drago i colombi che vivono nella sua ombra: “il frutto celeste dell’albero è la saggezza dello Spirito Santo ricevuto dall’uomo coi sacramenti”.

ALBERO DI JESSE - Il profeta Isaia racconta che Gesù nacque nella famiglia di Jesse, padre di Davide, e sin dal Medioevo a tale affermazione si diede un’interpretazione visiva sotto forma di un albero genealogico: l’albero di Jesse. In simili raffigurazioni, dal fianco di un uomo che giace addormentato sorge un albero sui rami del quale sono rappresentati tutti gli antenati di Cristo.Miniatura, sec. XII - l’albero di Jesse

AGLIO - Un sacchetto di aglio portato appeso al collo si diceva scacciasse le streghe e le malattie infettive di cui erano portatrici. Era considerato efficace contro la lebbra: nel Medioevo i lebbrosi erano visti succhiare teste d’aglio. Collane d’aglio al collo impedivano ai vermi di entrare in gola.

Camillo Boccaccino (?), Ritratto d’uomo con rametto d’alloro, 1527-1530. L’effigiato è probabilmente un innamorato che offre il suo amore eterno (l’alloro) all’amata, nella speranza di essere ricambiatoALLORO - L’alloro è simbolo di eternità, in quanto sempreverde, e di castità, poiché le sue foglie non si deteriorano mai. Talvolta viene associato anche all’immagine della Vergine Maria le cui parole sono profumate come le foglie dell’albero oppure alla nuova vita dischiusa dall’avvento redentore di Cristo. Le foglie venivano utilizzate per curare le infiammazioni, anche quelle provocate dalle punture dei calabroni, vespe, api e dai morsi dei serpenti e scorpioni; inoltre, masticate e inghiottite per tre giorni, sgombravano i bronchi, liberavano dalla tosse e, se tritate con il miele, liberavano dall’asma. Le radici scioglievano i calcoli e acceleravano i parti. 

BETULLA - In Francia i ramoscelli di betulla, considerato l’“albero della saggezza”, formavano lo scettro dei maestri di scuola. I rami erano impiegati per calmare gli esagitati e per frustare i delinquenti ed in generale per scacciare gli spiriti maligni.

CIPRESSO - L’albero, sempreverde, con il suo durevole legname è simbolo di longevità. Essendo raffigurato anche in immagini del paradiso, fu piantato vicino alle tombe cristiane come segno della speranza nell’aldilà e rappresentato sui sarcofaghi. Era anche usato nelle recinzioni per la sua capacità di respingere gli incantesimi. Il cipresso, simbolo di lutto e di morte, è anche, insieme alla palma, al cedro e all’ulivo, uno dei quattro legni con cui venne costruita la croce di Gesù.Domenico Veneziano, Martirio di santa Lucia, 1445 circa. Albero del dolore e del lutto, il cipresso annuncia la prossima morte di Lucia

Giovanni Bellini, Pietà, 1504. L’immagine dell’edera che cresce arrampicandosi al tronco può essere letta come simbolo della croce e della Passione di Cristo: l’edera, avendo radici piuttosto robuste, è molto difficile da sradicare senza penosi tormentiEDERA - L’immagine dell’edera che cresce arrampicandosi al tronco simboleggia la Passione di Cristo: l’edera, avendo radici piuttosto robuste, è molto difficile da sradicare senza penosi tormenti. Nell’iconografia cristiana medioevale l’edera assurge  a simbolo dell’immortalità dell’anima dopo la morte del corpo. Così recita una pia massima di Hohberg (1675) a proposito del significato allegorico dell’edera: “L’edera si avvinghia a una quercia con veemenza, non la si può tagliare. Quando Dio è davvero nell’anima di un uomo egli si volge subito verso l’alto e nessun male lo può più toccare”.

FAGIOLO- Il fagiolo per il suo seme abbondante assumeva il simbolo di fertilità e ricchezza e per questo motivo era spesso usato per sostituire le monete in molti giochi.Miniatura dal Thacuinum Sanitatis, sec. XIV - la raccolta dei fagioli

Codex Aemilianensis, Adamo ed Eva e l’albero del bene e del male, 994. L’albero della conoscenza viene talvolta identificato come un ficoFICO - L’immagine del fico ha assunto una valenza negativa e positiva allo stesso tempo. Secondo un’etimologia medievale, la parola “peccare” è da ricondursi al termine ebraico pag (“fico”); quindi il fico diviene simbolo del peccato originale. In alcuni passi della Bibbia invece l’albero e il suo frutto assumono un significato positivo di prosperità e salvezza.

FIORDALISO - Poiché secondo la dottrina classica il fiordaliso guarisce dal morso venefico del serpente, nella simbologia medievale il fiore assume l’immagine di Gesù che ha sconfitto il demonio (serpente).

GAROFANO - Il nome greco del garofano è dianthos, ovvero fiore di Dio, e in tale senso può apparire in mano alla Madonna o a Gesù, o ancora nel giardino del Paradiso. Secondo una leggenda medievale, le lacrime della Vergine Maria alla vista del figlio crocifisso cadendo a terra si mutarono in garofani. Tale fiore inoltre veniva comunemente chiamato “chiodino” per la forma dei suoi frutti, e di conseguenza la sua immagine viene associata a quella della Passione di Gesù.D. Ghirlandaio, Annunciazione, 1490 ca.

GIGLIO - Nell’Antico Testamento sono molti i passi dedicati al giglio, al quale viene attribuito un significato di fertilità, bellezza e fioritura spirituale. In ambito iconografico prevale soprattutto l’accezione di castità e purezza, tanto che il giglio diviene attribuito alla Madonna ed è sempre presente nelle scene dell’Annunciazione. Sempre come simbolo di purezza, il giglio viene offerto da Gesù Bambino ai santi, e così viene identificato con l’immagine stessa di Gesù e come attributo di numerosi santi.Sandro Botticelli, Madonna dell’Eucarestia, 1470 ca.

GRANO - In molte raffigurazioni votive rivolte ai pellegrini del Medioevo, la veste della donna è ricoperta di spighe di grano. L’immagine dell’abito di spighe, per le popolazioni delle campagne, simboleggia la supplica per un buon raccolto. Inoltre il grano è simbolo di Gesù in quanto rimanda al pane dell’Eucarestia.Dal paliotto di S. Margherita di Vich, arte catalana del sec. XII - Vergine e Bambino racchiusi nella mandorla

MANDORLA - Nell’iconografia medievale Gesù Bambino e Maria sono rappresentati all’interno della mandorla mistica che è immagine della luce di Cristo e dell’unione tra la sfera terrestre e quella celeste.

MELAGRANA - Nel corso del Medioevo , raffigurato in mano a Gesù Bambino, diviene simbolo di resurrezione. In mano alla Madonna invece può alludere alla castità. Il significato deriva dall’interpretazione del passo del Cantico dei Cantici che recita: “I tuoi germogli sono un giardino di melagrane, con i frutti più squisiti”. La caratteristica della melagrana di essere un frutto composto da una scorza esterna che racchiude in sé numerosi chicchi ha dato adito a numerose interpretazioni; per esempio, esprime la Chiesa, capace di unire in una sola fede molti popoli e culture.Miniatura dal Thacuinum Sanitatis, sec. XIV - Cerusico e albero di melagrana simbolo di fecondità e ricco di virtù medicinali

MENTA - Veniva coltivata nei chiostri dei monasteri come pura pianta medicinale per le sue qualità antispasmodiche; offrire una bevanda calda alla menta era segno di benvenuto per il viandante o per l’ospite.

MIRTO - In virtù della delicatezza e del colore bianco del suo fiore, il mirto viene associato alla Vergine Maria, in particolare alla sua purezza e umiltà.Francisco de Herrera il Vecchio, San Giuseppe con Gesù Bambino, 1645. Giuseppe stringe dei fiori di mirto bianco

MUGHETTO - Il mughetto è uno dei primi fiori a spuntare annunciando il sopraggiungere della primavera ed era considerato il simbolo dell’Avvento del Salvatore, nonché della sua Incarnazione, proprio grazie alla proprietà di nascere più o meno nello stesso periodo in cui si riteneva si fosse svolto l’episodio dell’Annunciazione della futura nascita di Cristo a Maria Vergine. Il fiore è stato associato anche all’immagine della Madonna e alla sua purezza per il suo candore e per la dolcezza del suo profumo.Bartholomäus Zeitblom, Annunciazione, 1497. Il mughetto come simbolo della purezza e della castità della Vergine Maria può apparire nelle scene dell’Annunciazione al posto del più comune giglio

NARCISO - Il narciso può apparire nelle scene dell’Annunciazione o del Paradiso terrestre a significare il trionfo dell’amore divino e della vita eterna sopra la morte, l’egoismo e il peccato.

PERO - Intorno al 1290 Hugo von Trimberg associò al pero un’allegoria secondo la quale i suoi frutti cadevano tra le spine, ma anche nell’acqua e nel verde prato. Ebbene il pero rappresenterebbe Eva, la madre originaria, i frutti sarebbero invece gli uomini che da lei discendono, dei quali chi non cade nel verde prato del pentimento perisce nei peccati mortali.

PIOPPO - Il pioppo bianco è un’immagine di salvezza, inoltre si credeva che le sue foglie avessero la proprietà di guarire dal morso dei serpenti. In virtù della sua connotazione funeraria il pioppo nero allude alla Passione di Cristo.Beato Angelico, Noli me tangere, 1441. I narcisi davanti alla Maddalena assumono il significato di divino amore

QUERCIA - Rappresentava la forza ed era creduta molto benefica perché proteggeva le case e le terre che la circondavano. Le querce attraggono i fulmini e li scaricano a terra. Sin dal Medioevo all’albero è legata anche l’immagine della Vergine Maria e in Italia sono numerose le leggende che riguardano questo tema, tanto che in ambito figurativo si è andata affermando l’immagine della “Madonna della quercia”. Sempre grazie alla peculiarità di essere molto solida, impossibile da piegare, la quercia ha finito per diventare l’emblema della profonda forza della fede e della resistenza del cristiano nei confronti delle avversità.

Giovanni Bellini, Madonna degli Alberelli, 1487. Si noti il pioppo bianco a sinistra e uno nero a destraROSA - La tradizione cristiana vede nella rosa con le spine l’immagine del tormento dei martiri. Generalmente il fiore è però associato all’immagine di Maria Vergine. Secondo un’antica leggenda, infatti, prima della caduta dell’uomo la rosa era priva di spine, e la Vergine è detta “rosa senza spine” perché non è stata toccata dal peccato originale. Gesù può reggere in mano una rosa rossa che evoca l’immagine della futura Passione. Infine, gli angeli e le anime benedette del Paradiso vengono spesso dipinti con corone di rose sul capo.

SALICE - Nel Medioevo lo si incontra talvolta come simbolo di castità. Poiché gli si possono tagliare sempre nuovi rami, inesauribilmente, fu paragonato alla Bibbia come fonte di saggezza che non si esaurisce mai. I rami di salice benedetti nella Domenica delle Palme erano ritenuti proteggere dal fulmine, dal maltempo e dagli influssi malefici. Il Salice piangente, per la sua figura rivolta verso terra che ricorda fiumi di lacrime che scorrono, è spesso un simbolo del lamento funebre.

Bartolomeo Montagna, San Gerolamo, 1490-1500. L’immagine della quercia allude in questo contesto alla salda e incorruttibile fede del santoSALVIA - Un adagio medievale affermava le proprietà miracolose di questa pianta: “Cur morietur homo cui salvia crescit in horto?” (Perché dovrebbe morire l’uomo la cui salvia cresce nell’orto?). L’autore è uno dei famosi medici della scuola di Salerno, centro, per oltre cinque secoli, della medicina europea. Era attribuita a questa pianta il potere di resuscitare i morti, di predire il futuro e di comunicare con l’aldilà. La salvia veniva utilizzata per curare la febbre, la tosse, i reumatismi, la paralisi e l’epilessia.Maestro inglese o francese, Dittico di Wilton House, 1397-1399. Gli angeli possono essere raffigurati con corone di rose sul capo

TIMO - I Crociati lo portavano addosso come simbolo di forza e di coraggio.

TRIFOGLIO - Era venerato dai Druidi come pianta sacra. È attribuito a San Patrizio, il quale, con l’aiuto di una verga a forma di croce e una foglia di trifoglio, uccide il serpente. Il  “trifoglio verde” gioca un ruolo importante nella lirica medioevale, poiché indica il luogo dell’incontro d’amore. Il trifoglio è anche utilizzato per abbellire le tombe, mantenendo così il proprio valore di segno che annuncia una nuova vita dopo la risurrezione. È annoverato inoltre fra i simboli dell’addio, e messo in relazione con la rosa (simbolo dell’amore) e con la violetta (fiore, il cui colore indica penitenza).

ULIVO - L’arcangelo Gabriele viene talvolta raffigurato con in mano un ramo d’ulivo, quale simbolo di pace. Nella Bibbia la colomba mandata da Noè fuori dall’arca dopo il diluvio porta nel becco un ramo d’ulivo in segno della rinnovata pace con Dio, poiché l’olio “spiana i flutti”, placa, purifica, nutre. Serve anche per la cerimonia di unzione dei re, dei sacerdoti e dei malati.Francesco di Giorgio Martini, Annunciazione, 1470. L’arcangelo Gabriele raffigurato con in mano un ramo d’ulivo

VIOLA - Nell’immaginario popolare la piccola viola dal forte profumo è simbolo di modestia e di povertà, e come tale venne interpretata anche dai Padri della Chiesa. Ovviamente un fiore con simili caratteristiche non poteva non essere associato all’immagine della Vergine Maria, ma anche a quella di Gesù che ha avuto l’umiltà di farsi uomo.Luca Signorelli, Madonna con Bambino e santi, 1484. Si noti la viola in basso

VITE - Per sant’Ildegarda di Bingen (1098-1179) il vino ha una grande importanza come medicamento, ma anche come simbolo. Anche lei si riallaccia al racconto biblico di Noè, e scrive: “La terra, che precedentemente era stata profanata dal sangue di Abele (Caino), produsse allora il nuovo nettare, il vino, e la saggezza tornò nuovamente a essere attiva”.


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