Nelle raffigurazioni medievali si possono
individuare diverse figure di animali, oggetti, piante, a cui si può dare una
precisa interpretazione religiosa, a prescindere dal valore decorativo ed
estetico. In queste rappresentazioni appaiono animali sia reali che immaginari
(unicorno, sirena, ipogrifo, ecc..), le cui qualità vengono spesso descritte
allegoricamente ed interpretate come simboli di più profonde verità religiose;
tutte queste diverse tipologie di raffigurazioni vanno a formare un repertorio
inesauribile per i pittori e gli scultori, che le interpretano poi secondo il
loro gusto personale.
Questa nuova tipologia di arte affonda le sue radici in un misticismo artistico nato durante gli ultimi secoli dell’impero romano, in particolare nelle regioni orientali, e legato anche ad alcune caratteristiche tipiche della religione pagana; tutto ciò si ritrova chiaramente nelle opere dell’arte tardo-antica, dove appare già una fusione tra valori religiosi e intenti estetici.
Nel
Medioevo ai bestiari viene affidato un valore didattico ed etico-morale,
che si ritrova in particolare all’interno delle chiese romaniche: in queste si
osservano infatti numerose figure laiche (lavoro, zodiaco, ecc…), alle quali
viene però affidato un nuovo significato, legato indissolubilmente ai valori
cristiani.
Per spiegare l’incredibile diffusione di questo tipo di opere dobbiamo riferirci però al contesto storico-politico nel quale si collocano: nel Medioevo, a causa delle numerose guerre e carestie, si assiste allo sviluppo di un forte senso religioso nel popolo, che cerca nella fede la serenità che non si può più avere dalla vita terrena; inoltre, a causa della crisi delle due istituzioni universali, la Chiesa e l’Impero, scompaiono gran parte delle istituzioni scolastiche che causano un forte aumento dell’analfabetismo.
In seguito a questi fattori diviene necessaria per il Cristianesimo la ricerca di un nuovo veicolo per la dottrina e i propri valori: questo viene quindi individuato nell’arte figurativa ed in particolare nei bestiari, figure legate spesso alla vita terrena, che assumono però valori religiosi,che sono in questo modo avvertiti con maggiore forza da tutti i fedeli.
Bergamo - animali e simboli nell'aula della Curia
La
ruota della fortuna, simbolo della precarietà della vita terrena |
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Il
pavone, simbolo della resurrezione e della vita eterna |
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Ancora un pavone, animale ricorrente nella decorazione dell’aula |
Bergamo - animali e simboli nella Cattedrale
Sull’arcata
del portale scene di caccia; al centro della scena un leone, simbolo di
regalità e della potenza divina |
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Su un capitello all’interno due serpenti intrecciati, simboli del male |
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In una nicchia laterale un agnello, simbolo di purezza e sacrificio |
Nembro - animali e simboli nella Chiesa di S.Rocco
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L’aquila, simbolo dell’evangelista Giovanni |
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Il toro, simbolo dell’evangelista Luca |
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Il leone, simbolo dell’evangelista Marco |
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L’agnello, simbolo di purezza e sacrificio |
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Le colombe, simboli dello spirito santo |
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L’occhio nel triangolo, simbolo dell’onniscienza divina, e il ramo d’ulivo, simbolo di pace |
Albino - animali e simboli nella Chiesa di Abbazia
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Il pellicano, simbolo del sacrificio di Cristo |
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La colomba con il ramo d’ulivo, simbolo dello Spirito Santo e della riconciliazione |
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Il pesce, simbolo del Cristo risorto |
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Cristo, l’agnello mistico, circondato da altri dodici agnelli, simboleggianti i dodici apostoli |