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La completa e rapida dissoluzione dell'esercito,
i primi arresti d'antifascisti, le deportazioni in massa di militari e civili,
l'ordine di ritrovarsi nelle caserme per le classi più giovani, il
rastrellamento della popolazione per il lavoro forzato, le pesanti requisizioni
di prodotti agricoli e industriali, infine lo scatenarsi di sentimenti di «odio
di razza» sconosciuti al nostro popolo: tutti questi avvenimenti, che seguirono
tumultuosamente l'8 Settembre e la dura occupazione tedesca sostenuta dai
fascisti della Repubblica Sociale di Salò, costituirono altrettante cause di
quel movimento d'opposizione, che sfociò nella Resistenza.
La resistenza nacque dopo l'armistizio con gli alleati dell'8 Settembre 1943. annunciato alla radio dal generale Badoglio, che portò alla liberazione del sud Italia, in seguito agli sbarchi alleati. Dapprima era costituita solo da piccoli gruppi di appartenenti ai partiti da sempre contro il regime fascista.
Dopo la leva obbligatoria stabilita dalla Repubblica di Salò nella primavera del 1944, molti gruppi di giovani entrarono a far parte di questi gruppi partigiani. Le loro azioni erano dirette dai CLN (comitati di liberazione nazionale), che nacquero subito dopo l'armistizio dell'8 Settembre.
I CLN erano formati principalmente dai rappresentanti dei partiti socialista, comunista, democratico cristiano, liberale, democratico del lavoro e d'azione. Nel Giugno 1944 il comando militare dei reparti venne affidato al generale dell'esercito Raffaele Cadorna, a Ferruccio Parri, appartenente al partito d'azione e a Luigi Longo, del partito comunista. Questi, durante tutto il corso dell'anno 1944, raggrupparono e riorganizzarono le file partigiane alle dipendenze di un "Comando corpo volontari della libertà".
Le singole formazioni vennero articolate in distinti reparti, con compiti di natura essenzialmente militare tra i quali quelli di
ostacolare con colpi di mano, sabotaggi e attacchi di sorpresa i movimenti dei Tedeschi;
occupare in azioni di sorveglianza e di rastrellamento buona parte dei reparti germanici sottraendoli ai fronti di combattimento;
attaccare direttamente l'avversario quando le forze lo permettevano.
Il momento più aspro della guerra civile,
combattuta dai partigiani contro i tedeschi e i fascisti, si verificò tra
l'autunno e l'inverno del 1944, dopo l'arresto degli alleati sulla cosiddetta
"linea gotica", che andava da Rimini a Forte dei Marmi. Mentre i partigiani
tentavano di agevolare l'offesa degli alleati, i Tedeschi operarono imponenti
opere di rastrellamento, come quello avvenuto a Marzabotto (in provincia di
Bologna), non rifuggendo neppure dalle esecuzioni in massa di innocenti, quale
quella compiuta presso le Fosse Ardeatine, vicino a Roma. Questo grande
movimento sfociò nella memorabile giornata del 25 Aprile 1945, quando anche il
nord Italia riuscì a liberarsi dall'occupazione nazifascista e dal governo della
repubblica di Salò.
Inizialmente fu nominato capo del governo Ferruccio Parri, che, però, vi rinunciò dopo pochi mesi. Salì, allora, al governo De Gasperi, che formò un governo di coalizione, del quale facevano parte tutti partiti antifascisti che avevano collaborato alla liberazione nazionale. Un momento significativo del secondo dopoguerra fa il 2 Giugno 1946, in cui si votò, per la prima volta, con suffragio universale al fine di scegliere tra monarchia e repubblica ed eleggere un'assemblea costituente.
Dalla resistenza e dal clima di collaborazione tra i partiti antifascisti nell'immediato dopoguerra nacque la Costituzione italiana, approvata il 27 Dicembre 1947 ed entrata in vigore l'1 Gennaio 1948.