1943
25 Luglio. Su richiesta del conte Dino Grandi, presidente della Camera dei fasci e delle corporazioni, Benito Mussolini, il duce del fascismo, convoca il Gran Consiglio, un organo nato come direttorio della rivoluzione fascista e poi mai consultato dal dittatore. È l’occasione scelta dalla congiura che fa capo alla casa regnante per defenestrare Mussolini. Il Gran Consiglio vota a maggioranza relativa l’ordine del giorno Grandi con cui si chiede al re di riassumere tutti i poteri. Il giorno seguente Mussolini fa visita al re e viene arrestato. Il fascismo di regime è finito. Al suo posto, per quarantacinque giorni, c’è una dittatura militare con un governo del maresciallo Pietro Badoglio. Alla data del 23 luglio 1943 lo stato della guerra contro gli alleati è catastrofico. Inglesi e americani sono già sbarcati in Sicilia, i tedeschi sono in ritirata sul fronte russo.
8 Settembre. Il maresciallo Badoglio annuncia per radio l’armistizio con gli alleati firmato dal generale Castellano a Cassibile, un villaggio siciliano. Nello stesso giorno due flotte da sbarco anglo-americane puntano su Salerno e su Taranto per iniziare l’invasione della penisola. I tedeschi non sono sorpresi dagli avvenimenti. Il maresciallo Rommel ha il compito di occupare l’Italia e di disarmare l’esercito nella pianura padana; nel Centro-Sud è il maresciallo Kesselring a vincere la breve resistenza di cinque divisioni italiane attorno a Roma e a contenere la testa di ponte degli angloamericani a Salerno. I partiti antifascisti formano il Cm (Comitato di liberazione nazionale).
12 Settembre. Benito Mussolini viene liberato dalla prigione sul Gran Sasso. L’operazione è condotta dal maggiore delle SS Otto Skorzeny, che non incontra alcuna resistenza da parte dei carabinieri di guardia. Su un piccolo aereo Fieseler Storch Skorzeny e Mussolini raggiungono la base di Pratica del Mare e poi Vienna. Il giorno seguente Mussolini passa a Monaco dove si trovano i suoi familiari e poi raggiunge Hitler nel comando supremo di Rastemburg. Per ordine di Hitler ricostituisce un governo fascista.
19 Settembre. Il villaggio di Boves nel Cuneese viene incendiato dai tedeschi, il parroco e il sindaco bruciati vivi, decine di persone uccise mentre avviene il primo combattimento fra la banda partigiana, sistemata sulle pendici della Bisalta, e le SS del maggiore Peiper. Segue cinque giorni dopo la strage degli ebrei a Meina sul lago Maggiore. Sono i due tragici segnali che è iniziato il terrore tedesco.
27 Settembre. Scoppia l’insurrezione popolare di Napoli che durerà quattro giorni. Gli alleati hanno vinto la resistenza tedesca a Salerno e avanzano. Kesselring ha stabilito la nuova linea di difesa all’altezza di Montecassino. Lo stesso giorno alla Rocca delle Caminate in provincia di Forlì, residenza privata di Mussolini, si raduna il primo governo della repubblica fascista. Il maresciallo Graziani ha accettato il ministero della difesa.
10 Ottobre. Mussolini fissa per ordine dei tedeschi la sua capitale a Gargnano, un villaggio sul lago di Garda. Gli altri ministeri vengono disseminati nella zona circostante, quello della cultura popolare che si occupa della stampa a Salò. Donde il nome che verrà dato comunemente alla repubblica.
9 Novembre. Appare sui giornali il bando fascista per la chiamata alle armi di quattro classi. Circa cinquantamila giovani rispondono al bando, la maggior parte viene mandata in Germania per formare quattro divisioni addestrate dai tedeschi.
20 Novembre. Riprende a Torino la lotta operaia; alla Fiat e nelle altre fabbriche i metalmeccanici proclamano ufficialmente lo sciopero per motivi economici, ma evidentemente per ragioni politiche. I tedeschi incaricano il generale Zimmerman della repressione.
1944
8 Gennaio. Inizia a Verona il processo al conte Ciano e ai traditori del Gran Consiglio. La sentenza è di morte.
12 Febbraio. Viene pubblicata la legge fascista sulla socializzazione delle imprese. In realtà non si tratta di socializzazione del capitale, ma della gestione. In risposta, la Resistenza prepara il grande sciopero nazionale a Marzo.
2 Aprile. Si svolge a Torino il processo al generale Perotti e ai suoi compagni del comando militare partigiano piemontese catturato dai fascisti; il momento della massima repressione antipartigiana. I condannati a morte vengono fucilati al Martinetto, il poligono di tiro. La spirale del terrore è in moto, il 23 del mese i partigiani uccidono il filosofo Gentile passato ai fascisti.
2 Giugno. Gli alleati entrano a Roma. La città non è insorta, la presenza della Santa Sede e il desiderio del Partito comunista, alla cui testa è ritornato Togliatti, al fine di evitare i dissensi hanno sconsigliato l’insurrezione.
8 Giugno. Il Cm nazionale dichiara la crisi del governo Badoglio, che è costretto a dimettersi ed è sostituito da Ivanoe Bonomi.
16 Luglio. Inizia la battaglia per la liberazione di Firenze, su cui convergono le divisioni partigiane della Toscana. La città è liberata completamente il 10 agosto. I tedeschi hanno fatto saltare i ponti sull’Arno salvo il ponte Vecchio.
15 Agosto. Gli alleati sbarcano nel Sud della Francia e i tedeschi devono difendere la linea delle Alpi. Si susseguono perciò le grandi battaglie dell’agosto in cui le divisioni partigiane piemontesi contendono ai nazisti il controllo dei passi. Nello stesso mese, i tedeschi in ritirata dalla Toscana fanno terra bruciata nelle valli appenniniche; a Marzabotto uccidono 1.830 persone.
8 Settembre. Le formazioni partigiane liberano Domodossola e formano una repubblica.
13 Novembre. Il generale Alexander, comandante degli alleati, trasmette per radio un messaggio diretto ai partigiani in cui annuncia che la campagna estiva è finita e consiglia loro di tornare a casa. Longo, a nome del comando del Corpo volontari della libertà, risponde che si resta in montagna e si continua a combattere.
6 Dicembre. Mussolini torna a Milano per tenere il suo ultimo grande discorso al teatro Lirico. Negli stessi giorni una controffensiva tedesca in Francia riaccende le speranze fasciste. Ma, ripresa l’avanzata alleata, si pensa a un’ultima difesa prima a Milano e poi nella Valtellina.
1945
21 Febbraio. Mussolini esonera dal governo il ministro degli interni Guido Buffarini Guidi, che rappresenta il fascismo più duro. Il fascismo compie l’ultimo tentativo per presentare un viso più umano e per allacciare trattative con i partiti democratici.
22 Marzo. Il governo della repubblica fascista annuncia la socializzazione immediata delle aziende. Gli operai della Fiat rispondono disertando le votazioni per costituire il consiglio direttivo. Gravi preoccupazioni dei tedeschi che hanno già iniziato le trattative di resa con gli alleati.
25 Marzo. Viene paracadutato nelle Langhe il marchese Medici Tornaquinci, inviato dal governo Bonomi presso il comando partigiano per annunciare le condizioni che gli alleati pongono a ogni ulteriore aiuto: disarmo immediato dopo la Liberazione, formazione di un’amministrazione alleata, nessun passaggio dei partigiani nell’esercito.
18 Aprile. Mussolini lascia Gargnano e stabilisce la sede del suo governo a Milano nella prefettura. La mattina del 21 giunge notizia che la linea tedesca è stata sfondata e che Bologna è già insorta.
25 Aprile. Il comando generale del Corpo volontari della libertà trasmette a tutti i reparti l’ordine di insurrezione generale; le formazioni partigiane scendono sulle grandi città. A Milano Mussolini ha un ultimo incontro con i rappresentanti del Comitato di liberazione che gli chiedono la resa senza condizioni. Mussolini si allontana, in serata, in direzione di Como.
28 Aprile. Mussolini e la Petacci, arrestati dai partigiani sulla strada Regina lungo il lago di Como vengono fucilati assieme ai ministri del governo fascista. Poi i corpi dei giustiziati vengono portati a Milano in piazzale Loreto. Il governo provvisorio è assunto dal CLNAI; il suo primo provvedimento è di annullare la socializzazione fascista.
da: “Bocca, Storia popolare della resistenza, Bari, Laterza, 1978, p.115
