1. Presentazione dei personaggi

  2. Prima scena

  3. Seconda scena

  4. Terza scena

  5. Quarta scena

  6. Quinta scena

  7. Finale


Seconda scena

Kabe, Jasmine

 

Nello studio di lei. Muri bianchi per contrasto con quadri; quadri (vivaci, accesi, caleidoscopici) sia su treppiedi sia sulle pareti. Grande vetrata, due treppiedi, lei che mentre parla pittura.Jasmine indossa un grembiule da lavoro, zoccoli, capelli raccolti. Bancone per il faidate: abbondanza, disordine, elementi come giochi per bambini. Rumori dall’esterno di bambini che giocano e di uccellini. Luce piena. All’inizio della scena, telecamera puntata sull’esterno (giochi di bambini).

 

Lei è guarita; grazie alla zona è più consapevole; vuole fare qualcosa per la zona; dipinge e cambia stile pittorico.

Lui vuole elementi certi; è colpito.

Modo di parlare di lei → riflessivo con parole dense appunto perché lei è uscita maturata e consapevole dell’esperienza.

Lui è insistente e pieno di dubbi, ansioso → contrarietà dei due atteggiamenti.

 

 

Jasmine: Lei non ci crede, vero?

Kabe: Mi dia degli elementi validi perché ci possa credere…

Jasmine: Potrei farle vedere lastre, referti, cartelle mediche… potrei farla parlare con gli specialisti, con mio… marito…

Kabe: Dove ha trovato il coraggio lei?

Jasmine: All’inizio avevo paura… La solita storia: i medici che danno tre mesi di vita, la sensazione di impazzire, il pensiero di farla finita. Poi ho sentito parlare della zona, all’inizio ero scettica e mi dicevo, un’altra frottola popolare. Però quando non hai più speranze alle quali aggrapparti, tutto può andar bene. Tanto che cosa avevo da perdere? Nulla. Valeva la pena tentare e verificare di persona se quello che dicevano era vero. Così sono partita senza dire niente a nessuno. Man mano che i giorni passavano mi sentivo sempre più legata alla zona tanto da non avvertire più dolore per la mia malattia. Le sembrerà incredibile ma quando sono uscita dalla zona mi sentivo rinata. Andai all’ospedale più vicino per effettuare una radiografia. Non ci credevo neanche io ma tutte le metastasi erano sparite, i medici non sapevano più cosa dire.

Kabe (sarcastico): Tutto risolto, allora. Ha perso il marito, era una pittrice famosissima e adesso i suoi quadri non li vuole più nessuno…

Jasmine: Non mi interessa essere sola o non avere più successo perché credo di avere ricevuto molto dalla zona e vorrei in qualche modo poter ricambiarla…

Kabe: E come pensa di farlo?

Jasmine: Convincendo lei e tutti quelli come lei che non mi credono.

 

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